
Detrazione d'imposta

Dal 6 giugno fino al 31 dicembre 2013 chi compra mobili e cucine per arredare una casa ristrutturata potrà usufruire dello sconto del 50%. Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, oltre a prorogare di sei mesi il bonus 50% per la ristrutturazione (che dal 2014 tornerà al 36%), ha infatti esteso il beneficio fiscale anche al settore dell’arredo.
Come funziona il “bonus mobili”?
Cerchiamo di capire per quali lavori è possibile usufruire dello sconto, chi ha diritto a beneficiarne, quali mobili potranno essere acquistati e quale procedura burocratica bisognerà seguire per non perdere il vantaggio fiscale.
Chi può beneficiare del bonus mobili.
Tutti i soggetti che hanno avviato una ristrutturazione a partire dal mese di luglio 2012 e che hanno acquistato mobili “finalizzati all'arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazioni” entro il 31 dicembre 2013. In pratica, potrà avere lo sconto solo chi ristrutturerà il proprio appartamento e ne documenterà le spese.
Quali arredi rientrano nello sconto 50%.
L'art. 16 del decreto legge prevede soltanto che i mobili acquistati dovranno essere “finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”. Diversamente da quanto annunciato inizialmente, non si parla quindi solo di arredi fissi (cucine e bagni in muratura, armadi a muro, etc.), ma sembrerebbe che il bonus si possa estendere a tutte le tipologie di arredo, purché utilizzate per l’arredamento di un immobile ristrutturato.
Scadenza e limiti di spesa.
La detrazione Irpef del 50% delle spese di ristrutturazione degli immobili è stata prorogata fino al 31 dicembre 2013 con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro e la ripartizione in dieci rate annuali di uguale importo. In aggiunta, tale bonus 50% si applica anche alle spese sostenute per l’acquisto dei mobili fino a un massimo di spesa di 10.000 euro (sempre detraibili in 10 anni).
Procedura da seguire per chiedere il bonus.
Dopo aver verificato di possedere tutti i requisiti, la procedura da seguire per chiedere il bonus è la stessa di quella per le ristrutturazioni. Innanzitutto bisognerà conservare tutte le autorizzazioni e i titoli edilizi che documentano i lavori di ristrutturazione (Permesso di costruire, Dia, Scia, autocertificazione, comunicazione alla Asl, etc.).
Fondamentale è che le spese per l’acquisto dei mobili siano documentate da regolare fattura di acquisto e ricevuta di pagamento e pagate tramite bonifico bancario o postale. Difatti la disciplina sulle ristrutturazioni (Dl 63/2013) indica esplicitamente che le spese da sottoporre alla detrazione devono essere documentate (articolo 16, comma 2). Di conseguenza per l’acquisto di arredi valgono le regole già in vigore per gli altri tipi di interventi, dunque le spese devono essere saldate attraverso il bonifico bancario o postale, altrimenti l’acquisto dei mobili non può essere agevolato dal 50%.
Nel bonifico vanno inseriti:
- la causale del versamento: “Acquisto di mobili; detrazione del 50%, articolo 16, comma 2, Dl 63/2013”;
- il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione;
- la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa beneficiaria del bonifico.
E’ importante sottolineare che il bonifico da sottoporre allo sgravio del 50% per l’acquisto di mobili deve essere effettuato dallo stesso soggetto che fa il bonifico legato all’intervento di ristrutturazione.
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